Banda di Madrisio

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La storia delle "Furlanutes"

   

La prima foto di gruppo ufficiale a Udine - 1975

Era il dicembre del 1974 quando ad alcuni giovani suonatori della Banda di Madrisio è venuta un'idea folgorante: costituire un gruppo di ragazze che accompagnasse la Banda in tutte le esibizioni. Non volevano un gruppo qualunque; pensavano alle majorettes di Madrisio.

Chi erano questi giovani? Dino De Narda, Ennio Dreossi, Pietro Dreossi, Livio Massarutto, Adriano Varutti, Carlo Varutti, Giancarlo Dreossi. Quest'ultimo non faceva parte della Banda, ma fu coinvolto per la sua disponibilità e perchè era l'unico in grado di finanziare l'iniziativa.

L'idea però non venne dal nulla. Quel dicembre del '74 la Banda di Madrisio era a Vigonovo (VE) per un servizio. Ad accoglierla c'era la banda del luogo accompagnata dalle majorettes.

Alla vista di quelle ragazze che facevano volteggiare abilmente i "piumini" e girare con grazia la gonna ... scattò la scintilla. "Perchè non far nascere qualcosa di simile anche a Madrisio?" Fu l'interrogativo che cominciò a frullare nella mente dei nostri sei, particolarmente entusiasti e pieni di vita.

Dopo un anno il sogno era realtà. L'impresa non fu affatto facile, per mancanza di mezzi economici, ma soprattutto per l'iniziale opposizione della maggior parte della Banda.

Molti non avevano una mentalità aperta alle novità e ritenevano che utilizzare soldi per quell'iniziativa fosse uno spreco.

Nulla tuttavia scoraggiò i futuri fondatori. Erano talmente determinati a raggiungere l'obiettivo da non temere alcun tipo di problema.

Cominciarono così nel febbraio del 1975 a cercare, casa per casa, le ragazze che secondo loro avrebbereo meglio figurato nel gruppo delle majorettes. La scelta si orientò sulle giovani fra i 16 e i 18 anni (più adulte rispetto alla media attuale).

Non appena si misero insieme venti ragazze, gli incontri cominciarono. A dare coraggio alle prime majorettes c'era Carlo Varutti, che con la sua allegria e voglia di fare insegnava loro i primi passi, che venivano studiati a tavolino dai fondatori la sera prima delle prove.

Le prove avevano cadenza bisettimanale, ma dove si svolgevano? Si andò addirittura nelle Chiese di Madrisio e Pozzalis, nell'Asilo di Rive D'Arcano, a Fagagna nella Sala Vittoria ed in un capannone a San Giovanni in Colle.

Per convincere e dare ancor più grinta a queste ragazze, i nostri sei decisero di portarle a proprie spese a vedere le prove delle majorettes di Vigonovo, con le quali si erano precedentemente accordati.

Quell'incontro segnò una svolta: le majorettes di Madrisio appresero l'uso dei "piumini", si introdussero i tamburi imperiali e rullanti per ritmare le sfilate; si istruirono le due ragazze più alte all'uso della "mazza", copiando il mazziere della Fanfara alpina "Julia". Più tardi venne introdotto l'uso del Twirling.

"Mirella", "Renatella" e "Villotte Friulane" le prime marce inventate, cui vennero affiancati i movimenti coreografici delle majorettes.

Era giunto il momento che la Banda iniziasse a provare insieme alle majorettes, soprattutto per organizzare le sfilate: tutti i bandisti dovettero imparare a fare le curve, a mantenere le distanze e l'allineamento tra le file.

La voglia di fare bella figura spinse a cercare un luogo per le esercitazioni, lontano dalla strada i modo da poter provare liberamente. Fu trovato nel vecchio campo di aviazione di Osoppo.

Dal nascere dell'idea alla prima manifestazione pubblica trascorse solo alcuni mesi: il primo palcoscenico fu offerto dalla "Sagra di Battaglia", nel maggio del'75.

Il debutto delle majorettes, battezzate "Furlanutes", fu strepitoso: c'era tutto il paese ad accoglierle, un pò per la novità, un pò perchè non c'erano nei dintorni gruppi folcloristici. Le ragazze di Madrisio furono il primo gruppo di majorettes della regione.

Questa novità provocò un gran numero di richieste di esibizioni e le uscite più significative iniziarono nel '76, con la prima tappa all'estero, in Francia , a Mulhouse. Nel '77 fu la volta della Svizzera, a Pfaeffikon, e dell'Austria, ad Hermagor.

Le majorettes rappresentavano un nuovo modo di stare assieme, di fare gruppo e divertirsi. Allora non c'erano molte opportunità di divertimento e appartenere alle majorettes o alla banda significava uscire, vedere cose nuove e stare con gli altri.

La divisa costituì un'evoluzione d'immagine per le majorettes. La scelta del colore e del modello fu fatta all'interno del gruppo e ogni ragazza si diede da fare in proprio per la confezione della gonna. Camicia e stivali furono acquistati.

Con l'andare degli anni l'aspetto venne curato nei minimi particolari, finchè le divise purono affidate ad un sarto e s'introdusse il cappello per completare la figura delle "majorettes furlanutes".

Ancora oggi si legge questo nome sullo stemma delle divise delle ragazze anche se sono cambiate molte cose: per esempio le prove si tengono nel Centro Polivalente di Madrisio, che nel tempo è stato creato e rifinito ed ora risulta un'ottima ed adeguata sede per gli esercizi di preparazione.

Per alcuni anni le majorettes sono state seguite da una validissima insegnante di danza , Diana Cinello, che ha dato un nuovo volto al gruppo, più moderno. Ha introdotto infatti nuovi pezzi, meno folcloristici, spesso da eseguire a corpo libero. Cio ha comportato anche l'introduzione di nuovi attrezzi: pajettes, pon-pon, ombrelli, bastoni, foulard e naturalmente tutta una serie di costumi da abbinare al tipo di coreografia.

Nel 1991 nasce l'idea di sottolineare ed evidenziare le doti coreografiche delle ragazze, anche in relazione alla rinnovata proposta ed immagine; viene organizzato uno spettacolo che diverrà un appuntamento fisso nel calendario di Madrisio, e si tiene ancor oggi pur con una denominazione leggermente diversa: "Immagini , note, immagini".

Se fino ad allora le majorettes facevano da corollario alla Banda, con questo spettacolo si ribaltano i termini e le protagoniste diventano le ragazze. Tutto viene predisposto per esaltare la loro esibizione, dalla scenografia alle luci, dai brani ai costumi, dalla presentazione fino alla disposizione del pubblico collocato in una sorta di arena per meglio apprezzare le evoluzioni.

E' stato sicuramente un salto di qualità che ha permesso alle majorettes di continuare nella loro storia e di rimanere uno dei pochi gruppi ancora esistenti in regione, nonostante in un certo periodo si sia assistito al prolificare dell'abbinamento banda-majorettes.

Dopo alcuni periodi di "vacanza" del ruolo di insegnate di danza, alla Cinello subentra la coreografa, Elisa Picco, che porta il gruppo al traguardo dei trenta anni.

Quell'occasione viene celebrata con diverse iniziative, tra cui un filmato che ripercorre le tappe dell'avventura delle ragazze, ma a suscitare grande emozione sarà anche lo spettacolo dato dalla riunione di tutte le ragazze che dalla nascita hanno fatto parte delle furlanutes. E di vero e proprio spettacolo si parla perchè uno dei brani proposti in quella memorabile serata vedeva la partecipazione e l'esibizione di tutte le ex.



Costumi elaborati per la versione odierna delle majorettes